Cos’è lo yoga? 3 ipotesi da esplorare

Come definire lo yoga? Che cos’è oggi? La domanda è molto più complessa di quanto appare. È una ginnastica? È una filosofia? È una terapia? È tutte queste cose, o nessuna, o solo alcune?

Non c’è una risposta diretta e semplice da dare ma è possibile ragionare sulle diverse possibilità per eliminare qualche stereotipo e chiarire le idee.

Molto spesso mi capita che nel modulo di iscrizione gli studenti indichino tra gli obiettivi desiderati finalità sportive: cominciamo subito quindi a riflettere su yoga e attività sportiva.

1.Lo yoga non è uno sport.

Per quanto sia da molti considerato uno sport, a causa della parte di asana (posture) ampiamente enfatizzata nello yoga moderno, non appartiene a questa categoria perché non ha come scopi principali le finalità ludiche, sociali e salutistiche dello sport.

Certamente, è possibile sostenere che anche la definizione di sport è poco stabile e chiara. Lo sport, termine che porta in sé l’accezione ludico-sociale, quando se ne si rintracciano le origini ha radici religiose: le attività olimpiche avevano carattere ritualistico-religioso e connotazioni spirituali. Tuttavia oggi lo sport ha totalmente perso questo aspetto e si pratica come passatempo salutare, come gioco e come momento sociale. Lo yoga non potrebbe avere lo stesso tipo di evoluzione? Non potrebbe perdere la connotazione spirituale e stabilizzarsi come pratica sportiva moderna.

Lo yoga moderno non si afferma come gioco

Una ragione a sfavore è che Krishnamacharya, che ha dato avvio alla conoscenza e all’espansione dello yoga in occidente, era studioso di filosofia e ayurveda (medicina indiana) e ha affermato lo yoga come pratica per contrastare la sofferenza fisica, mentale e spirituale. Né Krishnamacharya né i prosecutori del suo lignaggio hanno sostenuto aspetti ludico-competitivi dello yoga.

Lo yoga moderno enfatizza gli aspetti fisici della pratica. Un esempio della rappresentazione nei media.

Lo yoga esclude la competizione

Esiste inoltre lo Yoga Sport, in cui si organizzano competizioni ma che di yoga mantiene ben poco poiché elimina completamente tutte le altre caratteristiche del percorso proposto nello yoga. Infatti, non si praticano Yama e Nyama (regole e valori etico-morali), non si praticano pranayama (tecniche di controllo del respiro), non si raccolgono i sensi per poi concentrarsi e meditare. Infatti i praticanti di Yoga Sport sono definiti semplicemente “atleti”.

Il benessere è un beneficio secondario

C’è un’ulteriore differenza: lo sport anche in origine presenta un nucleo di pratiche competitive, con tutta la filosofia che ad esse è associata. Caratterizzato ampiamente per gli aspetti competitivi, lo sport dunque si distanzia dallo yoga che invece non presenta questa caratteristica. O meglio, inizia ora ad incorporare aspetti competitivi, presenti in alcuni derivati dello yoga moderno. Si tratta tuttavia di metodi che incorporano tecniche dello yoga all’interno di percorsi finalizzati allo sviluppo personale, che non è obiettivo dello yoga. Istruttori, maestri e guru non fanno coaching.

Lo yoga tuttavia ha effetti benefici sul corpo e la mente dei praticanti, come lo sport. Infatti, sebbene in Italia lo yoga non sia considerato sport (e appunto mi pare ragionevole), il CONI prevede una qualifica di istruttore di ginnastica-yoga.

Una vera regolamentazione per l’insegnamento dello yoga non esiste e i sopracitati benefici non fanno dello yoga uno sport poiché, ancora una volta, tali benefici non corrispondono agli obiettivi per i quali la pratica, nella sua completezza, è strutturata.

Questa è anche una delle differenze tra lo yoga e il pilates: entrambi favoriscono il benessere fisico ma il pilates lavora unicamente il piano fisico della persona mentre lo yoga si focalizza sulla molteplicità degli aspetti del praticante (fisico, psichico e spirituale).

Il benessere fisico è un beneficio secondario e non una finalità.

2.Quindi lo yoga non è neppure una terapia?

Lo yoga è considerato, da molti praticanti e da molti istruttori, una terapia. Nella stessa India, il Governo ha istituito il Ministero di AYUSH, acronimo di Ayurveda, Yoga e Naturopatia, Unani, Siddha e Omeopatia. Tutte sono tipi di medicine indiane o dello Sri Lanka. Lo yoga è quindi considerato una medicina dal governo indiano. Questo dovrebbe già essere una sicurezza per poter sostenere che è una terapia. Tuttavia resta necessario riflettere su cosa dobbiamo comprendere con medicina e se terapia sia il termine corretto.

Terapia è uno strumento atto a combattere malattie e condizioni morbose. La finalità della terapia è il ripristinare lo stato di salute di un organismo. Questo indica aver bene in mente cosa sia la condizione patologica: la terapia ha l’obiettivo di eliminare tale condizione.

Se lo yoga è una terapia, quindi, i praticanti sono persone affette da patologie e sottoposti ad un trattamento. Normalmente, passata la malattia sospendiamo la terapia. Dobbiamo quindi pensare che il praticante, ritrovata la salute sospenda la pratica. Sappiamo invece che non è così e che si pratica nel tempo, si approfondisce, si continua a studiare e scoprire aspetti diversi, benefici e i nostri obiettivi cambiano durante gli anni.

Certamente molti praticanti si sono avvicinati allo yoga per problemi posturali, a causa del mal di schiena ormai cronico derivato da attività lavorative spesso sedentarie, o per problemi psicosomatici; non è sicuro tuttavia che abbiano continuato a praticare unicamente per mantenerne il giovamento.

Lo yoga è una terapia, soprattutto se pensiamo che è una pratica individuale di cura costante e che è possibile utilizzare gli strumenti che propone per risolvere dei problemi psico-fisici in modo effettivo, come dimostrato da numerose ricerche scientifiche. Si tratta comunque di una definizione troppo stretta e non esaustiva dello yoga.

Lo yoga nel tempo modifica i praticanti e aumenta la conoscenza di sé.

3.Lo yoga è una pratica filosofica o una filosofia di vita?

L’oracolo delfico che ha ispirato Socrate è l’esortazione “conosci te stesso” (γνῶθι σαυτόν). La filosofia si è sviluppata sul tentativo di conoscere l’uomo e il suo ambiente, le sue origini e i suoi misteri. Lo yoga in questo senso è socratico: ci spinge alla conoscenza. La conoscenza di noi stessi è la base dello yoga, anche se tuttavia non definirei lo yoga un sistema filosofico o portatore di una posizione filosofica (se ci atteniamo allo yoga moderno; diverso è se esploriamo tradizioni antiche.)

Se inteso in senso oracolare, il conosci te stesso è l’obiettivo dello yoga: una finalità che trascende il corpo fisico e il benessere mentale. È, com’era ai tempi socratici, una conoscenza di sé come universo, una conoscenza dell’universo su un piano meta-fisico. Yoga, infatti, non solo ha il significato di unione ma ha anche il significato di metodo: è un metodo per realizzare questa conoscenza. Non è un metodo di conoscenza fisica ed esterna ma neppure un’introspezione o un’analisi psicologica del nostro mondo interno. Cosa si conosce, allora?

Lo yoga non dice cosa e com’è ciò che si conosce, ci indica come fare per scoprirlo. Per approfondire l’argomento e soddisfare la curiosità non resta che praticare!

Conosci di più su di me o scrivimi!

4 pensieri riguardo “Cos’è lo yoga? 3 ipotesi da esplorare

  1. Articolo molto interessante 🙂

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    1. Grazie wildrebecca🙏 presto uscirà il seguito😘

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  2. Articolo molto interessante. Ho una domanda: tu hai letto il mio articolo per le terapie contro L’epilessia. Mi hanno detto che lo yoga è utile per l’epilessia, senza ovviamente usarlo come sostituto dei farmaci. È vero?
    Grazie! La_Mony per lepilessiaesiste.wordpress.com

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    1. Ciao La Mony! Grazie per aver letto l’articolo e per il tuo messaggio.

      Lo yoga non è certamente un sostituto dei farmaci dato che il tipo di azione dello yoga è differente dall’azione farmacologica. Mentre il farmaco agisce causalmente, mediante assunzione ed effetto, il paradigma usato nello yoga è l’apprendimento e la ripetizione costante e intenzionale delle pratiche imparate (quindi agisce con modifiche volontarie e profonde).

      Per auanto riguarda in modo specifico l’epilessia si otterranno benefici differenti a seconda della causa specifica del disturbo in ciascun individuo.

      A riguardo ci sono, seppur pochi, alcuni studi. Qui alcuni link interessanti:
      https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1525505008000231
      https://www.liebertpub.com/doi/abs/10.1089/acm.2006.12.367
      https://www.cochranelibrary.com/es/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD001524.pub3/full/es

      Sicuramente, con un lavoro serio, costante e profondo, si ottiene una maggiore coscienza e sensibilità, questa potrebbe essere di aiuto anche per rendersi consapevoli dei segnali che anticipano le crisi.
      Relativamente a questi segnali, anche in questo caso ci sono degli studi interessanti, anche se non direttamente relazionati allo yoga:
      https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/j.1528-1167.2006.00822.x
      https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1525505006002071

      Spero di aver risposto alla tua domanda e resto a tua disposizione per ulteriori domande o commenti.
      A presto e grazie
      Marzia

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